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  • Dott. Daniele Carrano

Crisi di impresa e legge fallimentare

Aggiornato il: 21 set 2018


La crisi colpisce oggi sempre più imprese. In questi casi la migliore soluzione può essere quella meno conosciuta.

La legge fallimentare infatti offre la possibilità di stipulare un accordo privato tra un imprenditore ed un creditore (in special modo una banca) per cercare di risanare l'attività aziendale.

L’attuale formulazione dell’articolo 67, comma 3, lettera d) della Legge Fallimentare così recita:

3. Non sono soggetti all'azione revocatoria:

d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore purché posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria; un professionista indipendente designato dal debitore, iscritto nel registro dei revisori legali ed in possesso dei requisiti previsti dall'art. 28, lettere a) e b) deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano; il professionista è indipendente quando non è legato all'impresa e a coloro che hanno interesse all'operazione di risanamento da rapporti di natura personale o professionale tali da comprometterne l'indipendenza di giudizio; in ogni caso, il professionista deve essere in possesso dei requisiti previsti dall'art. 2399 del codice civile e non deve, neanche per il tramite di soggetti con i quali è unito in associazione professionale, avere prestato negli ultimi cinque anni attività di lavoro subordinato o autonomo in favore del debitore ovvero partecipato agli organi di amministrazione o di controllo; il piano può essere pubblicato nel registro delle imprese su richiesta del debitore;


Come la legge fallimentare aiuta a superare la crisi di impresa

Scopo della legge è favorire le composizioni “privatistiche” o “stragiudiziali” della crisi di impresa, agevolando le trattative, purché la crisi dell'impresa sia temporanea e reversibile (in altri casi il legislatore ha previsto altri strumenti)

Lo strumento normativo in esame dovrebbe:

- agevolare gli istituti bancari nella scelta se concedere nuova finanza o ristruttura il debito, rendendoli immuni da eventuali rischi legali in caso di fallimento

- facilitare la realizzazione di piani strategici da parte degli imprenditori i quali hanno uno strumento certo e concreto da sottoporre ai propri creditori


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