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  • Dott. Daniele Carrano

Rivalutazioni beni d'impresa: i vantaggi per le società di persone




La manovra 2019 riapre la possibilità di rivalutare i beni d’impresa. Possono essere rivalutati i beni materiali e immateriali, con esclusione di quelli “merce”, nonché le partecipazioni in imprese controllate e collegate costituenti immobilizzazioni.

Le imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni d’impresa e l’eventuale affrancamento sono versate in un’unica soluzione, entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita (ordinariamente, quindi, il termine per il versamento del saldo delle imposte dovute per il 2018).

I benefici della rivalutazione sono i seguenti

- Iscrive i beni in bilancio al loro fair value ( valori correnti );

- incrementa il patrimonio per facilitare l’accesso al credito ( cfr Basilea 2 ) e aiuta a ridurre il costo del denaro migliorando il rating;

- consente di usare il saldo attivo di rivalutazione per coprire le perdite (nota non si possono distribuire utili fino a quando non è reintegrata o ridotta con verbale di assemblea straordinaria);

- possibilità di dedurre maggiori quote di ammortamento (dal 2021);

- maggiore plafond per dedurre le spese di manutenzione ( dal 2021 );

- rilevanza fiscale di plusvalenze o minusvalenze. se si preveda di cedere ( a partire dal 2022 ) i beni rivalutati.

Le imposte sostitutive dovute sono pari al 16% per i beni ammortizzabili e al 12% di quelli non ammortizzabili. Il saldo attivo risultante dalle rivalutazioni eseguite deve essere imputato alcapitale o accantonato in una speciale riserva designata.

E’ possibile affrancare fiscalmente il valore della rivalutazione pagando un ulteriore 10%. In questo caso la riserva è in sospensione d’imposta e in caso di distribuzione è tassata come dividendo.

Per le piccole imprese in contabilità semplificata, alla luce del fatto che, non generandosi alcuna riserva in sospensione d’imposta,non vi è la necessità di versare l’imposta sostitutiva del 10% per “affrancare” il saldo attivo di rivalutazione.

In generale tale rivalutazione risulta molto conveniente per le società di persone (scaglioni IRPEF 23%-46% oltre addizionali regionali e comunali), sia in caso di capitalizzazione, sia per le copertura perdite, sia per distribuzione utili di utili ai soci, oltre che per i futuri effetti fiscali.

Poco appeal ha la rivalutazione per le società di capitali, a meno che non siano in regime di trasparenza.

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